Pubblichiamo qui di seguito due testimonianze di donne che hanno voluto condividere con Il collettivo Io l’8 ogni giorno le loro esperienze con la polizia. Con almeno 27 femminicidi in Svizzera nel 2025 e già 17 nel 2026, continuiamo ad interrogarci sulla capacità delle istituzioni di mettere in atto misure di prevenzione e protezione per le donne vittime di violenza maschile.
È fatto così
Una sera mi trovavo a Lugano con delle mie amiche, eravamo uscite un attimo da una discoteca per prendere una boccata d’aria e ci siamo sedute su una panchina. Dei ragazzi svizzeri tedeschi si sono avvicinati a chiederci informazioni e abbiamo parlato un po’. Dopo poco arriva un uomo, chiaramente fuori di sé, che inizia ad insultarci: “PUTTANE!” “VI AMMAZZO!” “ANDATE VIA!”.
I ragazzi svizzeri tedeschi svaniscono, lasciandoci lì da sole con quest’uomo. L’uomo in questione tira fuori un coltello e sputa addosso ad una mia amica. Ci allontaniamo e senza pensarci due volte chiamo la polizia, non volevo se la prendesse con qualche altra ragazza, magari pure da sola.
La polizia arriva, sono tutti uomini. Lo prendono da parte, fanno due chiacchiere ridendo e poi l’uomo se ne va barcollando. I poliziotti vengono da noi e ci dicono che lo conoscevano già, che lui era “fatto così” e non l’avrebbero portato in centrale… Noi però potevamo denunciarlo per lo sputo.
Che barzelletta! Poi quando avvengono le tragedie si piange, e ci si chiede come sia potuto accadere. Ecco come accade, lasciando andare via tranquillamente un uomo che, se fossi stata da sola, probabilmente mi avrebbe fatto del male. Tutt’ora non vado più in quella discoteca.
Deve esserci violenza fisica
Sono in città e imbocco la via per parcheggiare, quando all’improvviso dietro di me sento le urla di un uomo, allora mi fermo con la macchina e vedo dallo specchietto che si tratta di una coppia sui 50 anni. Mi accorgo che un ragazzo è riuscito a fermarsi, accorgendosi di quello che stava succedendo, con l’intenzione di prestare il proprio aiuto. Intanto altre persone vedono la scena, ma non intervengono.
La situazione prosegue con “l’uomo” che continua a inveire sulla donna e la donna, visibilmente mortificata, scioccata, praticamente in lacrime che cercava di prendere distanza fisica. Tutto questo è successo molto velocemente.
Non sono riuscita a capire di cosa stessero discutendo, purtroppo li ho persi di vista perché hanno imboccato un’altra via. Quello che ho potuto e voluto fare io è stato avvisare la polizia dell’accaduto. Mi hanno risposto che al massimo possono informare una pattuglia, se è già nelle vicinanze, ma se la donna non ha chiesto personalmente aiuto e non c’è stata violenza fisica non possono intervenire.
Quindi perché la polizia agisca è necessario arrivare alla violenza fisica? Come si fa prevenzione, allora?
Mi dispiace molto che questa donna non sia riuscita a chiedere aiuto, nonostante il fatto sia avvenuto in pieno giorno praticamente in piazza a Lugano. Un conto è una litigata e una discussione di coppia, un’altra cosa quella a cui ho assistito oggi. E non è la prima volta che mi capita.



