«Rivendico il diritto all’odio e al disprezzo».
«Lo straniero che non si integra […] non è più un immigrato ma diventa un invasore».
«Cari omosessuali, normali non lo siete».
Sono queste alcune delle affermazioni pronunciate e rivendicate da Roberto Vannacci, già generale dell’esercito italiano e oggi parlamentare europeo eletto nelle liste della Lega. Parole prive di ambiguità, che definiscono con chiarezza il discorso politico e culturale che Vannacci porta avanti da anni.
Rivendicare il “diritto all’odio” non significa difendere la libertà di espressione, ma legittimare l’odio come valore sociale e politico. Un odio che non resta astratto, bensì si traduce in discriminazione, esclusione e violenza, simbolica e materiale, contro gruppi specifici della popolazione.
Definire “invasore” lo straniero che non risponde a criteri arbitrari di integrazione significa costruire una narrazione disumanizzante, che trasforma le persone migranti in una minaccia e prepara il terreno alla loro criminalizzazione. È un linguaggio che alimenta paura e razzismo e mina le basi della convivenza democratica, così come la ferma opposizione a qualsiasi politica di inclusione a favore delle persone disabili.
Affermare che le persone omosessuali non sarebbero “normali” equivale a negare la dignità di una parte della società, legittimando la discriminazione e rafforzando un ordine sociale fondato sull’esclusione e sulla gerarchia delle vite.
È questo insieme coerente di idee — razziste, xenofobe, omofobe e autoritarie — a rendere inaccettabile la presenza di Roberto Vannacci a Mendrisio. Non si tratta di censura né di negare il dibattito, ma di assumersi la responsabilità di denunciare pubblicamente un discorso che nega diritti fondamentali, normalizza l’odio e non perde occasione per rievocare i “bei tempi” del fascismo.
Per questo denunciamo la scelta della sezione UDC di Mendrisio di organizzare, il prossimo 28 gennaio, una serata pubblica con Roberto Vannacci e invitiamo tutte e tutti a partecipare a un
presidio pubblico di protesta
MENDRISIO – Mercoledì 28 gennaio – ore 19.30
(davanti all’Hotel Coronado – via Borromini 10)
Manifestare pubblicamente la nostra opposizione alle idee di Vannacci significa affermare che Mendrisio non vuole essere uno spazio di legittimazione per l’odio, il razzismo e la discriminazione.
Significa ribadire che la libertà, la dignità e l’uguaglianza non sono negoziabili.



