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SUMMARY:Presidio femminista a seguito del femminicidio di Faido
DESCRIPTION:La sera del 9 luglio 2026 una donna di 56 anni è stata uccisa 
 davanti alla clinica di riabilitazione di Faido (TI)\, il luogo in cui avr
 ebbe dovuto sentirsi protetta mentre riceveva cure. Secondo le informazion
 i rese pubbliche\, il presunto autore è l’ex marito\, da cui era separa
 ta da tempo. Il giorno successivo\, durante un intervento di polizia\, l
 ’uomo avrebbe fatto esplodere la casa di famiglia.\n\nMentre buona parte
  dell’attenzione mediatica si concentra sulla fuga e sull’esplosione\,
  noi riportiamo al centro la donna che ha perso la vita: una persona con 
 una storia\, relazioni\, affetti e una vita che meritava di continuare.\nL
 e prime testimonianze parlano di una separazione avvenuta da tempo e di se
 gnali evidenti di violenza nella relazione. Sappiamo che la separazione è
  uno dei momenti di massimo rischio per chi vive violenza da parte dell’
 ex partner. Per questo è essenziale investire nella prevenzione\, nel ric
 onoscimento tempestivo dei segnali di pericolo e nella protezione delle do
 nne che chiedono aiuto.\nDall’inizio del 2026 in Svizzera sono già stat
 i registrati 17 femminicidi\, tre dei quali in Ticino. Chiediamo che ques
 ti fatti vengano riconosciuti per ciò che sono: femminicidi\, espression
 e di una violenza strutturale che richiede una risposta politica e istituz
 ionale adeguata.\n\nUna cultura sessista che normalizza la violenza\n\nLa 
 violenza contro le donne non nasce dal nulla: cresce in una cultura che co
 ntinua a tollerare sessismo\, umiliazioni e rappresentazioni degradanti. G
 li episodi recenti del Lido di Caslano\, dove al personale sono state imp
 oste magliette con scritte sessiste\, e di una gelateria a Bellinzona\, c
 he ha diffuso messaggi offensivi e stereotipati\, mostrano quanto il sessi
 smo sia ancora radicato e normalizzato nei luoghi pubblici.\nQuesti fatti 
 non sono “banalità” o “scherzi di cattivo gusto”: sono segnali di
  una cultura che rende più difficile riconoscere la violenza\, denunciarl
 a e proteggere chi la subisce.\n\nLe nostre richieste\n\n 	Riconoscere pub
 blicamente i femminicidi come tali\, senza minimizzazioni mediatiche o li
 nguistiche.\n 	Aumentare le risorse per la protezione delle donne\, con p
 articolare attenzione ai momenti di separazione.\n 	Rafforzare la prevenzi
 one attraverso formazione obbligatoria per personale sanitario\, sociale\
 , scolastico e di polizia.\n 	Garantire interventi tempestivi tramite val
 utazioni del rischio più efficaci e coordinamento tra istituzioni.\n 	Aum
 entare i posti nelle case di protezione e i finanziamenti alle strutture 
 che si impegnano nella protezione e prevenzione.\n 	Introdurre il braccial
 etto d’aiuto uno strumento semplice e immediato per chiedere aiuto in s
 ituazioni di pericolo.\n 	Sviluppare campagne pubbliche contro il sessism
 o e la violenza in tutti i luoghi\, con particolare attenzione ai grandi e
 venti estivi.\n\nIl collettivo Io l’8 ogni giorno invita tutte e tutti
  a un presidio femminista martedì 21 luglio alle 18.00  in piazza Sime
 n a Bellinzona\, dove si trova la panchina rossa contro la violenza domest
 ica.\n\nLe panchine rosse sono simboli importanti\, ma non possono sostitu
 ire ciò che serve davvero: risorse\, protezione e prevenzione. La memori
 a non basta. Servono politiche concrete e finanziamenti adeguati.\n\nColle
 ttivo femminista Io l’8 ogni giorno
LOCATION:Panchina contro la violenza\, Piazza Simen\, Bellinzona \, Svizzer
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