UNITAS: insabbiamenti alla luce del sole?

28 Marzo 2022 | Lottiamo ogni giorno

Le molestie avvenute all’interno di UNITAS sono della massima gravità e il collettivo Io l’8 ogni giorno esprime tutto il suo sdegno per quanto emerso sulla gestione dei casi, sulla mancanza di protezione delle vittime e sui tentativi ripetuti ancora oggi di sminuire, colpevolizzare e insabbiare. 

In questo Cantone si calpestano impunemente le normative, le responsabilità giuridiche, i diritti e la dignità delle donne e di tutte le vittime!

Nelle scorse settimane sono emerse testimonianze e denunce pubbliche di molestie sessuali e psicologiche ripetute negli anni, ai danni di più persone, ampiamente note e segnalate più volte.

Una figura di potere che abusava da molto tempo del proprio ruolo, attorniato e persino protetto da sistematici insabbiamenti, omertà e pressioni dell’entourage per frenare e silenziare ogni tentativo di segnalare e fermare certi abusi.

Le statistiche, gli esempi, l’esperienza… tutto dimostra quanto enormemente siano ancora diffuse le molestie sessuali e psicologiche sul posto di lavoro, in tutti gli ambiti, a tutti i livelli gerarchici, sia nel settore pubblico che privato, in ambito associativo, sportivo, politico, … 

Nel nostro Cantone come e più che altrove, ancora nel 2022 vige una cultura sessista che tollera, banalizza e permette molestie, discriminazioni e gravi violazioni dell’integrità fisica e psichica, innanzitutto delle donne.

Nei decenni scorsi, pur con estremo ritardo, sono state introdotte leggi, direttive, normative, procedure inequivocabili per vietare questi abusi e per addossare responsabilità giuridiche ai datori (e alle pochissime datrici) di lavoro, così come alle direzioni.

Persino lo stesso regolamento di UNITAS riporta esattamente le definizioni ufficiali e i riferimenti alle basi legali: i fondamenti giuridici hanno oltre vent’anni e non vi è nulla a che fare con Metoo!

Non siamo di fronte a “novità recenti” a cui la cultura non avrebbe ancora avuto il tempo di adattarsi, come vorrebbero far credere per scaricare responsabilità. C’è una precisa e consapevole volontà di perpetrare una cultura sessista e patriarcale, evitando di agire e investire per alterare certi equilibri di potere patriarcale!

È offensivo e inaccettabile che esponenti delle autorità o delle direzioni stigmatizzino le coraggiose azioni delle vittime che riescono a denunciare quanto subito. A prescindere dallo scadere dei termini di prescrizione per procedimenti penali, e ignorando i tentativi arroganti e presuntuosi di nascondersi dietro a riformulazioni in “avvocatense” di quanto detto, fatto, segnalato.

Ora hanno annunciato procedure di verifica, gestite all’interno dell’ente, avvalendosi della consulenza della stessa legale che aveva eseguito l’audit alla RSI. Ma abbiamo già visto in quel caso l’impatto deleterio dei sabotaggi interni!

Anche per UNITAS, prima ancora di affidare il mandato sono già state sancite le conclusioni: un caso isolato, ormai in prescrizione,  ed è stata “colpa” delle vittime non aver denunciato in polizia anni fa. 

Non si ripetano gli stessi orrori! Ne va della dignità delle vittime e della credibilità di tutta UNITAS ma anche del Cantone che la finanzia!

Urgono invece reazioni serie, indipendenti e competenti per offrire innanzitutto sostegno e accompagnamento alle vittime, ma anche misure di prevenzione efficaci e contromisure nei confronti del comitato.

“Il collettivo io l’8 solidarizza con chi ha subito e con chi ha segnalato, ma anche con chi tuttora subisce e (spesso) non ha neppure gli strumenti e le possibilità per segnalare gli abusi o almeno per chiedere e ottenere aiuto.”


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