Nella giornata dello Sciopero per il futuro del nostro pianeta, oggi 21 maggio 2021, ci riuniamo per un’azione di protesta e sensibilizzazione a favore dell’ambiente in cui viviamo. 

In tutto il mondo le persone scendono in strada per chiedere giustizia anche per tutti gli esseri viventi o gli elementi naturali che non possono esprimersi con le parole: gli animali, gli insetti, le farfalle, i fiori, le piante, l’aria, l’acqua,… Dobbiamo divenire consapevoli della loro morte silenziosa, causata da inquinamento e surriscaldamento, per darle voce. 

In Ticino, lo Sciopero per il Futuro – coordinamento ecologico composto da collettivi, organizzazioni e partiti locali – ha previsto una serie di azioni di protesta dislocate sul territorio per chiedere una risposta adeguata alla crisi climatica, che può avvenire solo attraverso una riconversione ecologica a livello sociale, politico ed economico. In questo contesto, il collettivo femminista Io l’8 ogni giorno ha deciso di aderire allo sciopero scegliendo di fare un picnic ai terreni della Maggia ad Ascona, in quanto simbolicamente esplicativi della logica del profitto che colpisce l’ambiente. 

Il Delta della Maggia è coltivato da secoli: verdure, cerali, riso, uva,… questi terreni sono stati per lungo tempo una riserva alimentare per le popolazioni locali e oggi, nei Piani regolatori di Locarno e di Ascona, sono gli ultimi appezzamenti rimasti ancora dediti all’agricoltura. Per questi motivi essi sono un bene dell’intera collettività. 

Già nel 2019 questi terreni sono stati oggetto di uno scandalo ecologico: la Silo & Melezza SA aveva portato sui terreni della Maggia SA tonnellate di limo residuo della lavorazione del cemento.  Questo limo inquinato da rame e piombo avrebbe dovuto essere smaltito come rifiuto speciale in discarica. Nonostante quanto accaduto sia chiaro, conosciuto e le parti coinvolte abbiano ammesso il fatto, su questi terreni, irrimediabilmente inquinati, si continuano a coltivare prodotti alimentari e nessuno è finito sotto accusa. 

Il 22 dicembre 2020 il Consiglio comunale di Ascona ha approvato una modifica del proprio Piano regolatore, permettendo ad una parte dei terreni della Maggia SA di passare da agricoli a zona edificabile; più precisamente a “zona a destinazione vincolata per contenuti alberghieri” (ZDV). Si tratta di 27’000 mq di terreno agricolo designati alla costruzione di alberghi. La famiglia proprietaria della società dei Terreni alla Maggia, vuole incrementare i propri profitti affiancando all’agricoltura e alla natura alberghi per persone ricche e stressate. Se Ascona ha già detto di sì, Locarno non si è ancora pronunciata.

Questo cambiamento dei Piani regolatori non è legale: secondo l’articolo 38 della LPT, dal mese di maggio del 2019 in Ticino non si possono creare nuove zone edificabili fintanto che il Consiglio Federale non avrà approvato il nuovo Piano Direttore Cantonale. Ciò nonostante, il Dipartimento del territorio ha ugualmente sostenuto questo nuovo azzonamento. È il momento di gridare: BASTA!

Inoltre la legge federale prevede che un cambiamento di destinazione da agricolo o forestale a zona edificabile sia possibile solo se viene compensato in modo equivalente. Tuttavia la Terreni alla Maggia SA vuole risarcire questa perdita solo in denaro e i calcoli che ha fatto sono molto al ribasso rispetto al ricavato che trarrebbe da tale modifica. Del resto dove potrebbe trovare, sul Delta della Maggia, terreni agricoli equivalenti?

Vogliamo ricordare che già nel 2012 una proposta di modifica del Piano Regolatore per la trasformazione di 16’000 metri quadrati di terreno agricolo in terreno edificabile fu accettata dal Municipio e dal Consiglio Comunale di Ascona, ma più tardi bocciata in votazione popolare.  Ora i proprietari dei terreni insistono e cercano di nuovo di portare avanti i loro progetti per rendere lentamente tutta la zona agricola edificabile, anche se la popolazione è contraria: perché non viene ascoltata? Sembra che gli interessi finanziari debbano di nuovo prevaricare gli interessi ecologici e delle collettività, che hanno il diritto di poter godere di questa aerea di verde rimasta. Perché la politica non ascolta i bisogni della popolazione e della natura?