Storie di ordinarie molestie #4

10 Maggio 2021 | Storie di donne

La Miracolata

Durante una riunione il mio responsabile sparla di una persona nota (per essere la Presidente di un club sportivo) chiamandola ripetutamente  “lesbicona”. Il tutto alla presenza di una collega lesbica che non riesce a reagire. Dopo la riunione vado da lui per dirgli che non è stato rispettoso da parte sua usare termini come “lesbicona” alla presenza della collega. Mi risponde che lui dice quello che vuole e che posso reputarmi miracolata, perché non ha ancora fatto commenti sul mio essere prosperosa in presenza di altre persone e che continuerà ad usare le parole che vuole, anche se è consapevole che potrebbe essere denunciato.


La signora

Incontro di lavoro per una nuova collaborazione, siamo in quattro, io sono l’unica donna. Ci presentano: dott. 1, dott. 2, dott. 3 e… la signora 4. Non sono riuscita a resistere: ho fatto notare di possedere lo stesso titolo dei colleghi uomini.  


La velina

Al liceo, una volta, durante la ricreazione mi si avvicinò un mio professore, iniziò a parlarmi, poi ad un certo punto mi mise una mano sulla spalla, poco dopo cercò di stringermi a sé e mi mise una mano sul fianco come per abbracciarmi. Io reagii molto male, lo spinsi e mi allontanai velocemente. Non la prese bene. Durante la lezione successiva mi chiese di uscire dall’aula perché doveva parlarmi. Mi disse che non ero portata per gli studi, che avrei fatto meglio a investire in una carriera da velina. 


La spalatrice

Ha nevicato tutta la notte e continua a nevicare, ma devo andare in città. Arrivo e tutti i parcheggi sono occupati da montagne di neve. Vedo due operai comunali intenti a spalare neve e mi avvicino per chiedere se cortesemente mi prestano la pala. Con la cavalleria tipica delle genti ticinesi, mi sento rispondere in dialetto: “Sciüra, la pala mica si muove da sola!” Chiarisco meglio e dico: “lo so, io le ho chiesto solo la pala in prestito”. Prima di darmi la pala, mi ricorda ancora che questa non si muove sola, caso mai non avessi capito. Vado, spalo la neve, parcheggio la macchina e gli riporto la pala. Al mio arrivo il tizio mi guarda sorpreso e mi dice: “Ma come, ha già finito? Ma se è così brava potrebbe restare a darci una mano!”


La viaggiatrice

Una sera d’estate ero partita sola in macchina per andare in Italia. Sull’autostrada ad un certo punto c’è uno con un’automobile marrone che mi supera, poi rallenta e si fa superare, mi supera di nuovo e questa cosa continua per un po’. Al casello, non so bene come, me lo ritrovo in fila proprio davanti a me. Che cosa fa il tipo? Spegne la sua macchina, scende e mi si avvicina. Io mi spavento, abbasso le sicure e prendo il cellulare in mano. Avrebbe voluto passare la serata insieme.

Forse potrebbe interessarti

Lettera di Sabrina

Lettera di Sabrina

Il 25 luglio 2026 Sabrina*, la donna trovata morta nel lago a Melide il 18 agosto, ci aveva scritto una lettera in previsione del presidio del 29 luglio, indetto dal Collettivo Io l’8 ogni giorno per chiedere le dimissioni di Claudio Zali. Ci chiedeva di leggerla al...

Quale prevenzione istituzionale della violenza? 

Quale prevenzione istituzionale della violenza? 

Pubblichiamo qui di seguito due testimonianze di donne che hanno voluto condividere con Il collettivo Io l'8 ogni giorno le loro esperienze con la polizia.  Con almeno 27 femminicidi in Svizzera nel 2025 e già 17 nel 2026, continuiamo ad interrogarci sulla capacità...

Chiacchiere tra amiche

Chiacchiere tra amiche

La mia amica Emma oggi ha le paturnie. Quando l’Emma ha le paturnie somiglia ad una petunia privata dall’acqua da una settimana. Mi offre la solita tisana tibetana. Oltre ad essere insapore, ha proprietà soporifere. Dopo la prima tazza le palpebre ti si piombano e la...