Il collettivo femminista Io l’8 ogni giorno si è riunito virtualmente per continuare la sua discussione legata alla crisi sanitaria che stiamo vivendo.

E’ ormai evidente che la crisi sanitaria sta generando una crisi sociale di enormi proporzioni a cui nessuno sembra voler dare una risposta. Tutte le misure economiche adottate vanno nella direzione di sostenere le aziende e non i lavoratori e le lavoratrici, in particalore quelli e quelle maggiormente precari/e. 

Le donne sono sicuramente le più colpite da questa crisi: sono spesso assunte con contratti precari e a ore che non prevedono nessun paracadute, inoltre i salari già bassi delle donne vengono maggiormente colpiti dalle misure del lavoro ridotto che prevedono comunque un salario pari all’80%. Bollette, affitto, spesa alimentare e premi della cassa malati non diminuiscono: le famiglie quindi devono far fronte alle stesse spese con entrare dimezzate. 

Oggi poi molte lavorano da casa e devono affrontare il doppio o triplo lavoro, un lavoro che è sempre stato fondamentale ma che oggi assume una valenza ancora più importante senza di esso questa crisi sanitaria sarebbe ancora più ingestibile. Chi aiuta i figli e le figlie a fare i compiti? Chi accudisce i genitori o i conoscenti over 65 e vulnerabili? Chi mantiene in salute il nucleo famigliare?

Se guardiamo poi anche alla realtà dei piccoli commerci, una parte importante di questi sono generalmente gestiti da donne: pensiamo a parrucchiere, estetiste, fisioterapiste, ecc. Tutti ambiti nei quali garantire la distanza sociale è praticamente impossibile e che verosimilmente saranno gli ultimi a poter riaprire e faranno molta fatica a riprendersi da questa crisi.

Crediamo che sia fondamentale un’azione di sostegno ai redditi di tutti i lavoratori e le lavoratrici e di tutte le famiglie.

Riteniamo quindi fondamentale l’introduzione di un reddito di pandemia generalizzato che possa aiutare chi si trova confrontato con una diminuzione delle sue entrate ad affrontare questa emergenza.

Chiediamo inoltre che tutti coloro che sono a beneficio del lavoro ridotto possano percepire il 100% del loro salario. 

Infine riteniamo che le persone che lavorano da casa e hanno dei figli o della figlie da gestire possano beneficiare di una riduzione del loro tempo di lavoro senza una riduzione del salario.

E’ importante alleggerire la pressione su lavoratori e lavoratrici, permettere di vivere meno drammaticamente questa situazione, anche per evitare che le richieste di tornare presto al lavoro, con il rischio di essere contagiati, siano accettate dai lavoratori e dalle lavoratrici stesse proprio per evitare il rischio di trovarsi senza salario.

Un altro tema affrontato durante la riunione è stato quello della violenza domestica. Il collettivo ha deciso di scrivere una lettera aperta alla nuova coordinatrice istituzionale in ambito di violenza domestica presso la divisione della giustizia, Chiara Orelli Vassere, con una serie di rivendicazioni per aumentare la protezione delle donne in questo momento di estrema difficoltà (vedi lettera allegata).


Collettivo Io l’8 Ogni Giorno