Venerdì 8 novembre si è svolta una riunione del collettivo iolotto con la partecipazione di alcune compagne curde residenti in Svizzera. Un’occasione importante per poter conoscere da vicino il vissuto e le esperienze di queste donne e condividere testimonianze, idee e rivendicazioni.

Nel corso della serata è emersa chiaramente una forte preoccupazione rispetto alla situazione attuale nel Kurdistan siriano.

Oggi il Rojava è sotto attacco militare turco.
Un attacco che cerca anche di rimettere in discussione le conquiste che le donne del Rojava hanno ottenuto in tutti questi anni.
Senza voler idealizzare quell’esperienza si tratta comunque di una situazione dove vige l’uguaglianza fra uomini e donne nella partecipazione a tutte le funzioni amministrative e politiche e dove le donne hanno conquistato il diritto a essere protette, a studiare e lavorare senza discriminazioni.
Tutti questi principi sono garantiti dalla carta del contratto sociale, che forma la costituzione dei cantoni del Rojava.

L’invasione turca mette in pericolo tutte queste conquiste, come mette in pericolo anche la vita, l’integrità e la dignità delle donne che vivono in quella regione.

Durante la serata è stato anche possibile conoscere più da vicino le condizioni di vita delle donne curde in Svizzera.
Il racconto delle donne ha confermato come la vita nei centri di accoglienza sia spesso molto difficile e caratterizzata da grandi privazioni.
Spesso sono proprie le donne a vivere in modo particolarmente difficile la condizione di migrante, infatti viene loro negato l’accesso al lavoro e alla formazione e vengono marginalizzate dalle politiche cantonali che tendono a relegarle in casa a svolgere il ruolo di mogli e madri.
In questo modo queste donne fanno più fatica a imparare la nostra lingua e quindi a integrarsi nella nostra società.

Il collettivo iolotto preso atto di questa situazione esprime tutta la sua solidarietà alla popolazione della regione autonoma del Kurdistan siriano e in particolare alle donne. Denuncia inoltre la politica migratoria e di asilo portata avanti delle autorità che invece di favorire l’integrazione e l’inclusione crea marginalità, discriminazioni e esclusione.

Il collettivo invita quindi tutti e tutte a partecipare alle manifestazioni contro l’occupazione del Rojava e a mobilitarsi per migliorare la politica di asilo e di accoglienza del nostro cantone. 

Il collettivo ha inoltre pensato di voler continuare a conoscere e a dialogare con le comunità straniere presenti in Ticino e previsto quindi una prossima serata di discussione e dibattito con le donne della comunità cilena e in generale delle comunità sudamericane.

Questo nella convinzione che la lotta femminista debba necessariamente avere un’impronta e un’impostazione internazionalista.