Altra riflessione sull’infanzia distinta tra i due generi: i maschi vengono invitati a prendere una posizione nel mondo del lavoro fin da molto piccoli, le femmine vengono spinte solo a intraprendere lavori di accudimento. Un bambino sogna fin da piccolo il mestiere che poi intraprenderà da grande, lo stesso non accade per le femmine che sono invitate a sognare soltanto trucchi, smalti, mariti e bambini. Occorre più equità, occorre spingere i bambini verso i loro personali sogni senza attribuire loro delle predisposizioni che abbiano a che fare con il genere che è toccato loro in sorte. Come sarebbe una società in cui entrambi i sessi fossero invitati alla cura e all’accudimento da un lato e all’azione pratica sulle cose del mondo dall’altra? Invitare alla cura e al lavoro in modo paritario tutti i bambini vorrebbe dire crescere delle persone, dei cittadini, che sceglieranno sé stessi conoscendo in prima persona i diversi aspetti che caratterizzano le esigenze del quotidiano a cui fare fronte con il lavoro, domestico o no che sia.
Lettera di Sabrina
Il 25 luglio 2026 Sabrina*, la donna trovata morta nel lago a Melide il 18 agosto, ci aveva scritto una lettera in previsione del presidio del 29 luglio, indetto dal Collettivo Io l’8 ogni giorno per chiedere le dimissioni di Claudio Zali. Ci chiedeva di leggerla al...



